Opere Pubbliche

Stadio Nereo Rocco

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Fonte battesimale della parrocchia di Roiano

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Crocefisso vitreo – Chiesa di Altura

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Le opere urbane di Enzo E. Mari sono realizzate con la medesima attenzione e la medesima cura che l’artista dedica alle opere pittoriche.
Questo percorso è iniziato con la vittoria del concorso artistico indetto per le decorazioni dei capitelli e dei vomitori dello Stadio Nereo Rocco di Trieste. Quella l’occasione in cui E. Mari ha ideato le ormai iconiche magliette che decorano i capitelli della curva nord dell’impianto sportivo.
L’idea è quella di ricreare l’effetto naturalistico della maglietta appesa, come fosse indossata e vissuta; d’altra parte nella vita dell’artista triestino quell’indumento assume grandissima importanza. Lui stesso ha vestito quei panni indossando la maglia della Triestina, medesima Società sportiva, nella rappresentativa squadra di hockey.
Nel progetto di allestimento di Celli Tognon, con particolare apprezzamento per la realizzazione artistica da parte di Cellant, Mari ha potuto apportare allo Stadio triestino un’opera divenuta ormai un simbolo per i tifosi della cittadinanza.
Sempre nello stadio è presente anche un mosaico di Enzo E. Mari che è stato apposto in uno degli accessi al campo da gioco, si tratta di una figurativa e particolarmente rappresentativa: il soggetto raffigurante il momento catartico di scontro tra attaccante e portiere. Questa scelta è altresì autoreferenziale poiché Mari ha ricoperto proprio il ruolo di portiere nella rappresentativa Nazionale di Hockey. In questo caso la creazione dell’opera è avvenuta con il medesimo principio del frottage, in questo modo è stato possibile rappresentare il movimento con un preponderante effetto plastico, con una forte espressione figurativa in cui viene enfatizzata la drammaticità dell’evento. La maglia rossa è nuovamente fulcro dell’immagine e attira lo sguardo dell’osservatore mentre il resto della narrazione pittorica è rappresentata in bianco e nero.

Un intervento artistico di Enzo E. Mari è presente nella chiesa di SS. Ermacora e Fortunato di Roiano a Trieste. Qui l’artista triestino ha realizzato un intervento relativo alla fonte battesimale, l’opera si presenta come fosse un getto d’acqua che permea il muro e come fosse il fluire della Roia l’acqua vetrata scorre nella chiesa.
Si tratta infatti di un mosaico in vetro, i vari frammenti sono stati intagliati singolarmente e allestiti mediante un’apposizione verticale, posti di piatto uno accanto all’altro.
Le varie parti sono state realizzate in modelli d’argilla, poste poi su cartone a sua volta tagliato e numerato per mantenerne il posizionamento studiato.
Con la stessa tecnica è stato realizzato anche il crocifisso della Chiesa di Altura, sempre a Trieste, posto sopra all’altare. Oltre alla rappresentazione figurativa, la croce stessa è stata realizzata in vetro per poter sfruttare attraverso la trasparenza la luce proveniente dal fondo dell’abside.